Informazioni e cenni storici su OTRANTO

Otranto si compone di due parti ben distinte: la città nuova ed il borgo antico. Da diversi anni preniata con la bandiera blu dalla comunità europea, grazie ai suoi splendidi arenili che fanno della città una metà tra le favorite per le vacanze e soggiorni nel salento.


La città più a oriente d'italia
Otranto è la città più a Est d'Italia. Il territorio otrantino è, con la sua superficie di 7.617 ettari, il sesto comune per area territoriale della provincia di Lecce. Esso abbraccia la zona costiera da Torre Sant'Andrea a Sud di Torre Dell'Orso, fino a Porto Badisco. La città di Otranto segna la demarcazione tra la costa a nord, straordinaria per varietà di forme, ricca di bellissime spiaggie, baie, scogliere alte e rocciose e pinete degradanti e la costa a sud che si estende fino a Porto Badisco e a Torre S. Emiliano, caretterizzata dalla costa alta e frastagliata, con bellissimi scorci di campagne e masserie.
A 8 chilometri a nord sulla litoranea vi sono i 2 Laghi Alimini. Il più vasto chiamato "Alimini grande", le sue acque sono salate perchè comunicanti con il mare. L'altro prende il nome di "Fontanella" per essere alimentato da acque sorgive. Sulle rive si levano dei canneti da dove balzano cefali, orate, spigole ed anguille.
Il clima, scarsamente influenzato dai venti caldi del versante ionico per la sua protezione dei rilievi delle Serre e aperto ai venti freddi balcanici, rende la zona fresca ed accogliente.
Otranto è divenuta un'importante località turistica: accoglie in estate migliaia di turisti nei suoi alberghi, nei suoi campings e nei grandi complessi turistici, installati tra le fitte pinete e le belle spiaggie del litorale, ricche di scogli ed arenili.
Passeggiando per il borgo antico della città di Otranto sembra di vivere ancora immersi nel passato, attraverso le piccole viuzze che creano un labirinto di passaggi all'interno dei rioni fino a quando, si aprono squarci di rara bellezza avvicinadosi ai bastioni da dove è possibile ammirare un non comune panorama mozzafiato.



La città messapica di Otranto fu un centro greco e poi romano
Hidrus, Hidrentum, Hidorntus: questi sono i diversi nomi con cui Otranto appare citata nelle varie fonti ebraiche, siriane, greche el latine , nel corso della sua storia millenaria. Alcuni scavi archeologici hanno permesso di portare alla luce materiale risalente all’età del Bronzo recente e Bronzo Finale, in diverse zone della città, ceramiche ad impasto e ceramiche micenee che ci permettono di affermare che già da questo periodo l’insediamento aveva notevole estensione ed importanza. La città di Hydruntum divenne municipio romano nel 151 a.C., di questa fase le testimonianze più importanti rimangono nelle due basi con epigrafi latine che ricordano gli imperatori Aurelio Antonio e Aurelio Vero del II sec. d.C., che ora costituiscono i piedritti di palazzo Arcella e che un tempo costituivano i terminali di un importante asse viario che giungeva alle porte di Otranto. IV sec. d.C.: Con la divisione dell’impero romano in impero d’Oriente e d’Occidente, Costantinopoli inviò ad Otranto dei suoi funzionari e l’importanza della città divenne tale a portare all’identificazione della regione con il nome di Terra d’Otranto. Nel IX sec. ha inizio la seconda dominazione Bizantina che ad Otranto ha il momento di massimo sviluppo con l’ampia diffusione della cultura greca. Nel X sec. la diffusione del rito greco è tale da provvedere all’edificazione della chiesa di san Pietro. Sul finire del X sec. i Bizantini abbandonarono la Puglia e ad Otranto si insediarono i Normanni nel 1064, che non umiliarono la città e le sue tradizioni greche. Questa fase vide un rinnovamento generale dell’impianto difensivo ed edilizio della città, con la consacrazione della cattedrale nel 1088. Nel 1447 siamo in piena dominazione Aragonese, prima di questi Svevi ed Angioini si erano succeduti ad Otranto. Maometto II dopo la caduta di Costantinopoli, siglato un periodo di tregua con Venezia, conscio che gli aragonesi e il papato erano impegnati contro Firenze nel 1478. Il 28 luglio del 1480 attaccheranno il Salento e l’11 Agosto Otranto cadde, il 12 agosto, 800 martiri che avevano negato la loro conversione all’Islam vennero decapitati. Gli aragonesi tergiversarono dando ai Turchi la possibilità di rifortificare la città, nel maggio del 1481 si misero in campo, finalmente, le forze aragonesi, nel frattempo Acmet venne richiamato in patria per la morte di Maometto II e dopo un lungo attacco si arresero il 10 settembre. A partire dal 1485 iniziarono le opere di ricostruzione della città. Lo spazio rettangolare all’interno di porta terra è una piazza d’armi risalente al periodo Napoleonico (metà del 1500). Porta Alfonsina venne costruita nel 1481 sulle rovine dei precedenti bastioni distrutti in seguito alla presa di Otranto, prende il nome da Alfonso D’Aragona duca di Calabria, che aveva liberato la città dall’assedio dei Turchi. Il muro presenta una leggera scarpatura a partire dal toro marcapiano, si presenta munita di caditoie, feritoie, balestriere ed archibugiere. Originariamente corredata da due portoni, all’interno dei quali ci si espone al tiro delle caditoie. Castello: Il castello a 2 piani, cortile centrale quadrangolare, 3 torri circolari, 3 piani di sotterrani e uno sperone che si protende a mare detto “punta di diamante”. Esistente già a partire dall’anno 1000 d.C., di cui ci rimane una testimonianza nelle torri dalle caratteristiche bizantine. Dopo l’assedio dei turchi ne vennero ripristinate e modificate tutte le strutture secondo i canoni costruttivi dell’epoca in modo da resistere agli attacchi con armi da fuoco. Vennero chiamati due architetti militari famosi dell’epoca il martini e Ciro Ciri. I fossati vennero allargati e divennero più profondi, i muri di scarpa e controscarpa più obbligui. Non possiede merlature che vennero sostituite dalle batterie di barbetta. Sul portone principale lo stemma di Alfonso d’Aragona, sulle torri gli stemmi spagnoli. A sinistra la torre DUCHESCA, a destra la torre IPPOLITA, a destra, sul versante O, la torre ARAGONESE. Entrando sulla destra vi è una piccola cappella fatta costruire da Teresa De Azevedo, dedicata a S. Antonio nella quale la contessa è sepolta. La così detta “punta di diamante” è un’aggiunta posticcia risalente al 1587, opera di Spannocchi. Basilica di S. Pietro: si trova a circa 16 m sul livello del mare nel punto più elevato di Otranto, la basilica è datata alla fine dal IX sec. d.C. Legata alla tradizione costruttiva bizantina, ha una pianta a croce greca iscritta in un quadrato, con cupola emisferica all’incrocio degli assi e tre absidi. Presenta su ogni lato una finestra rivolta verso i punti cardinali. L’edificio originario aveva un’entrata laterale e una zona di ingresso antistante. La caratteristica principale dell’edificio sono le pareti affrescate, come le scene della lavanda dei piedi e dell’ultima cena. Gli affreschi del primo strato sono stati datati al dardo X sec. o inizio del XI sec., gli altri strati fra il XII e il XIV. Gli interventi pittorici sul monumento arrivano fino alle tempere cinquecentesche. La basilica di S. Pietro può essere paragonata per pianta ed alzato alla cattolica di Stilo e al S. marco di Rossano. La Cattedrale: il più grande monumento Normanno del Salento, il portone laterale e il rosone della facciata sono del XV-XVI sec. Il portale è del 1674 in tipico barocco leccese. Si tratta di una basilica a tre navate, a croce latina a doppio spiovente con due file di colonne. La copertura e quella a capriate lignee coperte da soffitti a cassettoni, il centrale con lacunari del 1693, i laterali a piani dipinti del 1827, che coprono una decorazione ad Angeli. Quando i turchi invasero Otranto, venne trasformata in moschea distruggendo tutte le immagini parietali dei santi che loro non veneravano, tranne quelli della Madonna. Il mosaico copre gran parte del pavimento della cattedrale, circa 600 m2 , nella navata centrale, nel presbiterio, nell’abside e parzialmente in quelle laterali. È interrotto da 4 iscrizioni che ci delucidano sul committente, l’arcivescovo Gionata; sull’esecutore, l’abate Pantaleone; sull’anno di inizio dei lavori; il 1163; sulla fine dei lavori, il 1165. È composto da un grande albero della vita sorretto da due elefanti adulti ed uno piccolo, che simboleggiano la forza fisica e morale dell’umanità. Si incontrano sul mosaico le figure di Alessandro Magno, la torre di Babele, Noè intento a preparare l’arca, i segni dei mesi e dello zodiaco entro tondi, Re Artù, Caino e Abele. Cattedrale L’edificio Ignota è la data di fondazione della cattedrale latina di Otranto, sorta ai margini della città antica in quella che per secoli era stata la roccaforte del potere bizantino in Italia meridionale. È probabile che la sua costruzione sia stata iniziata dopo il 1070, anno della conquista normanna della città. Nel 1088 viene consacrato l’altare maggiore, alla presenza dei vescovi di Taranto, Brindisi e Bari, su invito dell’arcivescovo Guglielmo I. Tale evento si riferisce ad una prima e più semplice redazione dell’edificio, una basilica orientata a tre navi, con due file di arcate su pilastri, vasto transetto ad aula unica concluso da tre absidi. In una successiva campagna di lavori, risalente al XII secolo, l’edificio venne trasformato in una basilica a colonnati, secondo il modello diffuso nelle maggiori fabbriche pugliesi del periodo. In questa fase invariate rimasero le dimensioni dell’edificio come pure il livello di imposta dei primitivi sostegni. L’ampio spazio del transetto venne tripartito da due possenti arcate trasverse, poggianti su tozzi pilastri cilindrici addossati ai lati dell’arco trionfale e dell’abside, scendendo fino alla cripta di cui ne sconvolsero in parte l’aspetto. Necessario fu rinforzare i pilastri dell’arco trionfale, a cui si collegavano i colonnati della navata longitudinale, e sui quali si esercitava la pressione delle arcate trasverse del coro. Si risolse la questione costruendo due robusti setti murari, al termine dei colonnati e nella controfacciata, che inglobarono i pilastri originali della chiesa, come ancora oggi è visibile. Poco chiara è la motivazione che spinse i costruttori a inserire gli arconi trasversi che suddividono il transetto, in contrasto con la prima versione dell’edificio che in questa parte dell’edificio aveva previsto un ampio spazio e profondo, che si riflette anche nella cripta sottostante, costruita come espediente per compensare il forte dislivello di terreno del luogo in cui si decise di fondare la nuova cattedrale. Quest’ultima, stando alle nostre conoscenze, costituisce il primo esempio di cripta a sala o oratorio in Puglia, adottata seguendo uno schema di derivazione campana. La notevole profondità dell’aula giustifica la suddivisione in ben quarantacinque campate più altre tre nell’abside centrale. Una vera e propria selva di colonne, con una quantità straordinaria di marmi reimpiegati ed un ampio repertorio scultoreo che spazia dal Tardoantico alla prima età romanica, costituendo un insieme straordinario e unico. I lavori di trasformazione della chiesa superiore si conclusero intorno agli anni ’60 del XII secolo, quando l’arcivescovo Gionata mise mano alla realizzazione del vasto tappeto musivo che ricopre l’intera superficie dell’aula sacra, come documentano le numerose iscrizioni che lo accompagnano. Mosaico che ancora oggi si può ammirare integralmente, ad onta dei tanti interventi di restauro, ma, soprattutto, del grave e doloroso oltraggio inferto alla chiesa ed agli abitanti della città da parte dei Turchi il 12 agosto del 1480. In ricordo di questo tragico evento sono conservate nella cappella costruita al posto dell’abside laterale destra, in grandi armadi in noce, le reliquie dei ben ottocento otrantini decapitati sul colle della Minerva per essersi rifiutati di abiurare la fede cristiana (sotto l’altare si conserva ancora il ceppo della decapitazione).


Come arrivare a OTRANTO

In auto
Si raggiunge Bari (uscita Bari Nord) tramite le autostrade e si prosegue verso la superstrada per Brindisi-Lecce (uscita tangenziale ovest o est) fino all’uscita 11b per Maglie-Otranto.


In aereo
Si fa scalo a Brindisi quindi si prosegue per Otranto in taxi o autobus facendo scalo a Lecce.

In treno
Si arriva alla stazione ferroviaria di Lecce e si prosegue per Otranto in taxi o autobus.

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Ristrutture ricettive OTRANTO

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Trilocale vista mare a 50 metri dal centro storico di OtrantoOtranto è una delle località più note del Salento e di tutta la Puglia, famosa sia per il suo mare cristallino, sia per il suo centro molto caratteristico e ricco di storia.
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